Avrò cura di te.

Aggiornato il: 11 dic 2020

Proteggere i propri figli e trasmettergli fiducia in sé stessi e nella vita sono compiti fondamentali di ogni genitore e nella realtà spesso accade che dietro al desiderio di protezione ci sia la volontà di vigilare costantemente su chi amiamo affinché non possa accadergli nulla di male.



Razionalmente sappiamo che gli eventi negativi non si possono evitare a priori, si può solamente imparare a gestirli, equipaggiandosi di una serie di competenze e di strumenti adatti a fronteggiarli adeguatamente. L'eccesso di protezione non è mai un atteggiamento positivo, specialmente durante le crescita, poiché impedisce ai bambini e ai ragazzi di sperimentarsi e di attivare le proprie innumerevoli risorse. Inoltre l’illusione di avere il controllo sulle persone o sugli eventi prima o dopo svanisce per sempre per ognuno di noi.


Nel viaggio dall'infanzia all'adolescenza i bisogni profondi dei nostri figli cambiano considerevolmente e noi adulti, in qualità di genitori e di figure di riferimento, abbiamo bisogno di mantenere continuamente allenata la nostra capacità di adattamento per sostenerli e proteggerli nel modo migliore.

Affinché la relazione si mantenga solida e positiva nel tempo, dobbiamo essere in grado di modulare le nostre "pulsioni protettive", e calibrarle in base alla loro età e alle loro specifiche capacità. E' un compito complesso ed impegnativo, ma se lo affronteremo con l'approccio e con le strategie giuste riusciremo a svolgere la nostra funzione genitoriale al meglio e offriremo ai nostri figli il senso di protezione di cui hanno realmente bisogno.


Indubbiamente gli interrogativi che emergeranno durante questo percorso saranno molti. Se avremo il timore, ad esempio, di "perderli" offrendogli un’autonomia maggiore rispetto a quella che la mania di controllo ci porterebbe a concedere, può esserci utile ricordare che i nostri figli avranno sempre bisogno della nostra protezione, persino da adulti, ma la ricercheranno in modo sano, solo se noi saremo stati in grado di offrirgliela adeguatamente finché sono stati sotto la nostra tutela.


Crescere figli sereni, autonomi, giudiziosi ed empatici, in grado di proteggersi e proteggere loro volta, si rivelerà una missione possibile quando incominceremo a basare le nostre relazioni sul riconoscimento e sulla reciprocità.

Partiamo dunque da noi ed impegniamoci ad essere d'esempio nella quotidianità.

Facciamoli sentire amati e rispettati, offriamogli il nostro contenimento ed insegniamogli ad essere critici.

Permettiamogli di fare esperienze, evitando quanto più possibile di sostituirci a loro, e rimaniamo un passo indietro pronti ad accoglierli e a consolarli quando si faranno male.

Rivolgiamoci a noi nostri figli sempre come a qualcuno di diverso a noi meritevole di rispetto, e non come ad un prolungamento di noi stessi, dei nostri pregi e dei nostri limiti.


“Ti proteggo quando ti permetto di mostrarmi che puoi farlo da solo.

Quando accolgo le tue scuse con un sorriso, e ti porgo le mie per aver sbagliato o frainteso.

Ti proteggo quando ti ringrazio se fai qualcosa per me.

Quando ascolto con interesse ciò che mi dici.

Quando ti guardo negli occhi.

Quando mantengo una promessa fatta.

Ti proteggo quando esprimo le mie necessità con chiarezza, affinché tu possa comprenderle.

Quando ridiamo e ci dimentichiamo per un po' della serietà.

Quando giochiamo a far finta di tutto e di niente.

Ti proteggo quando do un nome alle mie emozioni, così che tu possa fare lo stesso con le tue.

Quando ti sgrido e ti spiego perchè lo faccio.

Quando ti insegno che non esistono bambini, ragazzi, e nemmeno adulti cattivi, ma solo individui tristi, spaventati, soli e in difficoltà.

Ti proteggo se ti permetto di sperimentare il piacere di donare, oltre a quello di ricevere.

Ti proteggo se rispetto i tuoi tempi ed i tuoi limiti, e ti spingo a trasformare quei limiti in punti di forza.

Ti proteggo se evito di fare i confronti su chi è di più e chi è di meno, e se tento di sostituire i giudizi con gli interrogativi.

Ti proteggo quando riconosco la tua diversità e lavoro su me stessa per incontrare davvero le tue necessità".


Questi comportamenti, apparentamenti semplici, ci richiederanno davvero molto impegno, ma saranno un'eredità, profonda e senza tempo in cui in nostri figli potranno trovare riparo, anche quando fisicamente non ci saremo più, in un giorno molto molto lontano...


Paola Belfiglio

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