Avvocato o Mediatore familiare?

Figura alleate e complementari.


La separazione è indubbiamente un evento faticoso e delicato per il quale spesso si pensa non di poter ricevere supporto. Nella realtà però una cooperazione valida tra avvocato e mediatore familiare offre un enorme vantaggio globale, di cui genitori e figli sono i primi a beneficiare.

Quando in una famiglia ci sono dei figli è essenziale definire un “luogo”, oltre la coppia, dove continuare in seguito alla separazione ad agire e pensare come genitori. Questo luogo, costituito da spazi nuovi e da regole condivise, per esistere, e resistere, ha bisogno del contributo di entrambi i genitori che, anche se smettono di essere coppia, mantengono un legame genitoriale.

Da un punto di vista professionale diviene dunque urgente prendere coscienza di quanto il benessere di tutti i soggetti coinvolti nella separazione dipenda dalla qualità di questo legame, e supportare le famiglie in difficoltà nel fare ordine e chiarezza tra le priorità ed i bisogni che caratterizzano ciascun evento.

Per comprendere il vantaggio della collaborazione fra avvocato e mediatore familiare può essere utile pensare a questo processo come all’organizzazione di un nuovo “luogo di relazione”, e si può persino immaginare questo luogo come una casa, consapevoli che possa apparire un azzardo, dato che spesso le case sono tra i principali oggetti di contesa.

Per realizzare una nuova casa è necessario costruire prima le fondamenta, poi i piani superiori, la rete idrica, gli impianti elettrici ed infine bisogna scegliere le finiture. In modo analogo, per offrire un luogo dove agire una buona genitorialità come coppia separata, sono necessari dei solidi fondamenti, delle connessioni oneste, degli scambi efficaci, e delle finiture concepite “su misura” per il nuovo assetto familiare.

E’ proprio in quest’ottica che l’avvocato ed il mediatore familiare professionista possono intervenire, al pari di un ingegnere e di un architetto, sulle questioni di propria competenza, e possono lavorare in sinergia affinché “la casa della genitorialità divenga un luogo sicuro, confortevole ed accogliente per tutti, anche dopo la separazione.

Per far sì che questo accada è necessario soprattutto che familiari e professionisti siano disposti ad ampliare il proprio linguaggio, e dunque il proprio pensiero, e che abbiano il desiderio di creare nuove alleanze in vista di un comune e allo stesso tempo nobile scopo.


Dott.ssa Paola Belfiglio

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